9.9 C
Orvieto
Dicembre 8, 2019

Archeotrekking tra storia e natura

Località

  • Porano
  • Castel Giorgio
  • Montegabbione

Tempo di visita

  • 3 giorni

Come muoversi

  • Auto necessaria
  • Percorsi a piedi

Un’esperienza di visita che sintetizza il piacere dell’escursione naturalistica al piacere della scoperta di luoghi nascosti dove emergono suggestive tracce di storia, siti archeologici sparsi nel verde delle colline dell’orvietano.

Un percorso da fare con guida locale, si può arrivare in auto fino a località Molinella-Settecamini nel comune di Porano e quindi proseguire a piedi, oppure, direttamente dai piedi della rupe di Orvieto, percorrere stradine che passano vicino l’area di scavo di Campo della Fiera e risalire, passando per il convento dei cappuccini, fino a raggiungere la località dove si trova questa magnifica tomba etrusca.

Da Castel Giorgio, si percorre la strada regionale Maremmana fino all’abitato denominato Casa Perazza. Da qui si prosegue percorrendo due lunghi rettifili. Al termine dell’ultimo tratto di strada diritta sulla destra, prima della curva dove si trova il cartello del km 91, c’è una stradina sulla destra con tabelle per escursionismo. Da qui si prosegue camminando tra la verde campagna a confine tra Umbria e Lazio, lungo un tratto parziale di un percorso ben più lungo: quello della traversata Orvieto – Bolsena.
Lungo il percorso, all’interno di un sentiero in un bosco si trova un’interessante area archeologica consistente in una necropoli (Necropoli del Lauscello). Essa fu scoperta nel lontano 1189 è databile tra i III e IV secolo a.C. e si compone di 15 sepolture scavate nel terreno.

Un rilievo collinare tra Castel di Fiori e Montegiove, gli scavi effettuati sulla sommità orientale hanno portato alla luce alcune tombe di pietra costruite da lastroni posti sia verticalmente a formare le pareti, sia orizzontalmente per il fondo e la copertura. Vicino alle tombe, sulla vetta occidentale, vi è un ampio recinto circolare formato da pietre classificato come castelliere. I castellieri (presenti già dall’età del bronzo e molto diffusi anche nella zona del Monte Peglia) erano recinti fortificati, che sorgevano in genere in cima alle colline per controllare vaste zone e dominare le vie di comunicazione.