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Orvieto
Agosto 23, 2019
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Capolavori della pittura e della scultura nel Duomo di Orvieto

Località

  • Orvieto

Tempo di visita

  • 2 giorni

Come muoversi

  • Visitabile a piedi

Il Duomo di Orvieto con la sua facciata elegante e maestosa così ricca di simboli, opere, e ricercati dettagli suscita, già al primo sguardo, ammirazione e stupore. All’interno la cattedrale si presenta più lineare e sobria rispetto alla lucente facciata, ma entrando si trovano autentici capolavori della pittura e della scultura.
I più significativi sono gli affreschi delle due cappelle e le statue marmoree.  Delle opere della scultura su tutte si elevano il Gruppo dell’Annunciazione di Francesco Mochi e la statua della Pietà di Ippolito Scalza.

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Il gruppo scultoreo dell ‘Annunciazione è costituito da due statue raffiguranti San Gabriele Arcangelo annunciante, commissionato nel 1603 e la Madonna annunciata scolpita nel 1608.
Autore dell’opera Francesco Mochi su commissione dell’Opera del Duomo. L’opera è un capolavoro della scultura, di grande impatto per la perizia nella lavorazione del marmo e nelle emozioni che trasmettono i volti ed i corpi dell’angelo e della Madonna. Per le sue caratteristiche, la statua dell’angelo, secondo la critica, è da ritenersi la “prima scultura barocca della storia”.

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Altro capolavoro della scultura è la “Pietà”, realizzata dall’orvietano Ippolito Scalza tra il 1570 e 1578: un gruppo scultoreo a quattro figure ricavato quasi totalmente da un unico blocco di marmo. Anche in questo caso la mano dell’artista ha saputo creare un’immagine di grande impatto emotivo e di grande equilibrio nelle proporzioni. Essa rappresenta la massima opera realizzata dallo Scalza, un architetto e scultore orvietano al quale si devono molti altri pregevoli lavori nella cattedrale, nella città di Orvieto e nei territori  circostanti.

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Anche la pittura trova, all’interno del Duomo di Orvieto, un ampio spazio. Numerose sono le opere pittoriche e gli affreschi ma, certamente, quelle imperdibili sono gli affreschi delle due cappelle del Corporale e di San
Brizio. La cappella del Corporale, fu costruita per custodire la reliquia del miracolo di Bolsena. Questo prodigioso evento è anche il protagonista di tutti gli affreschi della cappella con diverse rappresentazioni del miracolo eucaristico. La decorazione delle pareti e delle volte fu opera di diversi pittori: Ugolino di Prete Ilario, Domenico di Meo, frate Giovanni di Buccio Leonardelli.

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La cappella di San Brizio, successiva a quella del corporale, fu invece quasi del tutto affrescata dal pittore Luca Signorelli e rappresenta uno dei massimi capolavori dell’intera pittura rinascimentale.
Un ciclo di affreschi che evocano, con una grande forza espressiva, scene del giudizio universale e della fine del mondo: un’opera così importante e suggestiva che sembra sia stata anche d’ispirazione per Michelangelo nella realizzazione degli affreschi della cappella Sistina.

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