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Orvieto
Ottobre 16, 2019
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Ficulle – Chiesa di Santa Maria Nuova

Informazioni

Indirizzo: Corso della Rinascita, 28 – Ficulle (TR)

Edificata nel 1606 come sussidiaria della Pieve di S. Maria Vecchia divenne Collegiata intorno alla metà del 1700. Una lapide, custodita nella sacrestia, testimonia che fu costruita “in Comodum Populi”, cioè per comodità della popolazione residente all’interno delle mura, e consacrata nel 1610.
Di stile tardo-rinascimentale manierista, è attribuita all’illustre scultore e architetto orvietano Ippolito Scalza (1532-1617). La sua costruzione  caratterizzata da uno stile solenne e semplice. Nella pianta, perfettamente centrale se si eccettuano le tre cappelle di fondo, e nell’uso delle decorazioni architettoniche risalta la fedeltà ai moduli classici rinascimentali.

Sovrastrutture contrastanti sono il pulpito, in stucco colorato, addossato ad un pilastro,e la pesante cantoria in legno, imbiancata a calce sulla parete d’ingresso. Dell’organo del tardo ‘500, proveniente dalla Chiesa di S. Agostino di Orvieto, si conserva ancora la tribuna. Nella navata di sinistra, dopo il fonte battesimale, in finto marmo policromo di buona fattura, l’altare di S.Giuseppe, con la statua del Santo in cartone romano. In fondo alla navata, la cappella del S.S. Sacramento, decorata da F. Scalza, con l’altare allestito dalla Confraternita omonima, a cui si deve anche la collocazione della tela dell’Ultima Cena, attribuita dal Calderini al manierismo romano.

A metà della navata destra si trovano l’ altare del Rosario, costruito dalla Confraternita omonima, sopra al quale sono visibili, su tela, i Misteri del Rosario che circondano la statua della Madonna. In fondo alla navata, la cappella fino al 1860 dedicata a S.Carlo Borromeo, ora Cappella delle Reliquie. Nella navata centrale, dietro l’altare maggiore, è visibile un discreto coro ligneo del 1700 .Sul fondo, una grande tela raffigurante la Madonna e i Santi, venerati fino alla metà del ‘600 come patroni del paese. Accanto, due tele ovali raffiguranti, a sinistra, S. Teresa di Gesu e, a destra, un martire soldato, S. Espedito o S. Giorgio. Le altre due tele ovali rappresentano S. Luigi Gonzaga, a sinistra, e, a destra, S. Margherita da Cortona.

Sotto l’altare, dal 1793, custodito il corpo di una martire, proveniente dalle Catacombe di S. Lorenzo al Verano, a cui fu dato il nome di S. Vittoria, vista la venerazione locale per questa Santa, patrona del paese.

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